Arroccato sul punto pił alto, Fornazzo dai suoi 800 metri sul
l.d.m. è l’ultimo avamposto prima di
intraprendere la strada della montagna e immergersi nei boschi della Cerrita.
Il piccolo borgo si forma nei primi anni del secolo intorno all'interesse destato da alcune
attività profondamente legate alla natura del luogo: la lavorazione del legno e la commercializzazione
della neve. I primi abitanti sparsi nella zona furono boscaioli e taglialegna attratti dalla presenza
di estesi boschi; successivamente anche la neve divenne attività redditizia e fonte di lavoro per
numerose famiglie.
Queste due attività divennero sempre pił fiorenti grazie all’ingegno di Don Giuseppe Leotta, un
intraprendente giarrese che fece di Fornazzo un vero centro commerciale con una grossa segheria e
una grande nivera per la conservazione della neve. A Fornazzo non si commercia più la neve, ma la
lavorazione del legno costituisce ancora attivitą primaria attorno a cui ruota buona parte della
economia del borgo. Il nucleo urbano è rimasto pressoché integro e la vita vi si svolge ancora
tranquilla, segnata dal lavoro e dai ritmi stagionali, tanto che Fornazzo è stato proclamato
ufficialmente “villaggio ideale” dal concorso nazionale indetto da “Airone”.
Da qualche tempo Fornazzo
sta scoprendo la sua vera vocazione turistica come porta dell’Etna e la recente nascita di un
Centro Visita del Parco con museo, aula verde ed ufficio informazioni, è una tappa significativa
in questa direzione. Anche Caselle e Praino, gli altri due borghi di Milo, sono pezzi importanti
della storia di questi luoghi. Caselle sorge a qualche centinaio di metri dal centro di Milo ed è
costituito da una serie di casette addossate le une alle altre in mezzo a vigneti e a residui di
bosco. Per quanto lo stato di conservazione di questo vecchio nucleo non sia pił tanto buono,
la struttura merita una visita perché costituisce l’esempio più antico di insediamento nella
zona. Di rilevante interesse vegetazionale è la vasta zona a monte dell’abitato dove è in
via di ricostituzione un bosco misto su lave antiche e su terreni abbandonati dall’agricoltura.
Caselle è inoltre punto di partenza obbligato per l’escursione al più grande leccio dell’Etna.
La struttura urbanistica dell’abitato di Praino è rimasta di tipo rurale con case sparse a servizio
dei fondi coltivati unicamente a vigneto. Questo borgo si sviluppò particolarmente tra il XVIII e
il XIX secolo attorno ad una chiesetta in origine di proprietà privata dei Petralia,
costruita presumibilmente agli inizi del 1700. Questa chiesetta fu aperta al culto fino alla seconda
guerra mondiale e ha svolto per due secoli il ruolo di centro di aggregazione sociale per le numerose
famiglie di Praino. Le campagne intorno alla chiesetta sono popolate da decine di costruzioni rurali,
alcune delle quali risalgono alla prima metà del ‘700. In una di queste case rurali il poeta Carlo
Parisi trascorse le sue estati fino agli anni venti del nostro secolo.
L’amenitą ed il fascino del luogo non sono sfuggiti all’attenzione di alcuni big della musica
italiana, come Franco Battiato e Lucio Dalla, che hanno acquistato e restaurato a Praino alcune
case padronali per farne la propria residenza.
La loro presenza ha recentemente ispirato l’avvio di un progetto dell’Amministrazione del Comune
di Milo che prevede l’organizzazione di master class di perfezionamento musicale.
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