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Musco a Milo: il perchè di un premio

L’istituzione, a Milo, di un premio dedicato ad Angelo Musco trae le sue radici da numerose motivazioni.

La prima può sicuramente ascriversi sotto il profilo affettivo- emotivo e scaturisce dal ricordo vivo e diretto che tutt’oggi numerosi milesi hanno di questo grande attore che amava soggiornare a Milo durante l’estate e che viene considerato il più grande attore comico siciliano oltre che il primo attore comico in Italia a passare dal teatro al cinema con lo stesso identico riscontro di pubblico e di critica.

Se nel ricordo dei milesi Musco viene “raccontato” con simpatia e affetto, sicuramente anche l’attore doveva nutrire per i freschi luoghi estivi, nonchè per i suoi abitanti, gli stessi sentimenti. Non sono rare le foto che lo ritraggono mentre si intrattiene con vari personaggi milesi in piacevoli discussioni nei salotti mondani dell’epoca.

In particolare, durante l’estate del 1932, Musco fu ospite del cavaliere Salvatore Leotta il quale era solito ricevere, nella sua splendida villa di Fornazzo (frazione di Milo), le visite di uomini illustri. Nel Libro delle visite di villa Leotta Musco scrive una battuta che tutt’ora ce lo fa comprendere come uomo di spirito e arguto, capace di giocare con le parole e il loro significato. Ci fa scorgere, inoltre, la sua simpatia per il luogo in cui durante l’estate del 1932 si trovava per ritemprarsi dalle numerose fatiche di scena delle sue tournee invernali.

La battuta, scritta di traverso in una pagina del libro delle visite di Villa Leotta recita così: “Con sicura fede che prestissimo Milo sarà 2 mila”, seguita dalle firme di Angelo Musco, della moglie Desdemona Musco e della data, 20 settembre 1932.

Da fonti orali e documentate è noto che, sempre nel 1932 l’attore villeggiasse a Milo ospite del Barone Nicolosi e che, sebbene fosse ormai un personaggio di spicco ed un attore affermato, non si formalizzasse nel chiacchierare e dare i giusti suggerimenti ai giovani di Milo che sotto l’abile guida di un sacerdote dell’epoca, Padre Buda, avevano costituito, già dal 1929, una filodrammatica che metteva in scena le sue opere sul palco dell’oratorio parrocchiale appena costruito.

MILO - Angelo Musco con la sua compagnia e alcuni giovani della filodrammatica di Milo Estate 1932

Sempre nel 1932 Angelo Musco fu invitato a recitare sul palco dell’oratorio assieme alla sua “spalla” di sempre l’attrice Rosina Anselmi anche lei villeggiante a Milo, ospite in una casa di via Etnea nel centro storico di Milo. L’attore, con lo spirito di disponibilità e simpatia che gli era congeniale, accettò l’invito mettendo in scena la commedia “la Rondinella”. Anche i giovani della filodrammatica furono coinvolti assegnando loro delle particine all’interno della commedia. Tutt’oggi qualche giovane di allora ricorda con affetto quel periodo e sottolinea come l’attore fosse alla portata di tutti e non disdegnasse neppure di far loro i complimenti per le commedie che avevano rappresentato augurando loro di raggiungere mete più alte.

Proprio dall’antica tradizione che lega Milo al teatro amatoriale nasce la seconda motivazione che porta all’istituzione a Milo di un premio dedicato ad Angelo Musco, nella sua veste di attore teatrale. Tutt’oggi, infatti, molti milesi, giovani e meno giovani, avvicendandosi nel corso degli anni all’interno della filodrammatica Sant’Andrea, storico gruppo teatrale amatoriale malese, esprimono il proprio impegno e la propria passione verso il teatro amatoriale mettendo in scena, durante l’anno, numerose commedie.

Milo è pertanto una location naturale e ottimale per istituire un premio che onori la memoria di Angelo Musco, ne diffonda e ne rinnovi il ricordo e incoraggi le giovani compagnie teatrali amatoriali a lavorare con passione e non desistere. La biografia di Musco ci racconta che i suoi esordi non furono certo facili e che i componenti della compagnia teatrale in cui conobbe Rosina anselmi, sua fedele compagna d’arte, per poter mangiare lasciavano in pegno gli oggetti più costosi solo per sopravvivere. Nella recita al teatro filodrammatico di Milano in cui Musco conobbe il successo con “Il Paraninfo” gli attori erano talmente smagriti per la fame che avevano patito che si tenevano a stento in piedi.

Il premio, nella sua prima edizione, si propone pertanto di creare un palcoscenico che permetta alle numerose ed emergenti compagnie teatrali di esibirsi con i loro talenti. Incoraggiare il lavoro che le compagnie amatoriali esplicano in favore del teatro, esse infatti abituano un pubblico magari più lontano da manifestazioni del genere, alla scena di prosa, ai suoi misteri, al suo fascino. Non di rado, inoltre, si “creano” al loro interno dei veri attori che trasferiscono con profitto la loro serietà e bravura dai ranghi filodrammatici a quelli professionistici.

Il “Premio Angelo Musco” vuole inoltre sperimentarsi in una sezione letteraria che possa valorizzare l’opera poetica e narrativa di autori meritevoli di attenzione e gratificazione. Anche per la sezione letteraria, il premio si pone come un’occasione per far conoscere la propria opera, per dare a poeti e letterati un incentivo, per continuare a sperimentarsi e a crescere artisticamente. Infine il “premio Angelo Musco” ospiterà una terza sezione dedicata ai premi speciali con l’intento di sottolineare il lavoro, l’impegno artistico, sociale e culturale di chi opera nel territorio.

Tutte e tre le sezioni troveranno superbo sfondo nella splendida scenografia naturale che la piazza Belvedere di Milo offre come palco per il “premio Angelo Musco”. Ed infatti le serate estive, l’Etna da una parte, e la costa ionica dall’altro, valorizzeranno il lavoro e la passione per il teatro, per la letteratura e per ogni forma d’arte, nonché renderanno l’atmosfera ideale per l’attento spettatore o per il fortunato turista di passaggio.

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