Home
Sindaco e Giunta
Consiglio
Uffici comunali
Indirizzi e numeri utili
Posta certificata
Bandi di gara
Concorsi
Bandi
News
Video
Rassegna stampa
Albo pretorio
Incarichi esterni
Provvedimenti adottati
Contratti di sponsorizzazione
O.P.C.M 3907 - 2010
Aliquote ICI
 
La Funivia di Don Puddu da Nivi

Fornazzo, primi del secolo: la vita del piccolissimo borgo in via di formazione si svolge attorno ad alcune attività profondamente legate alla natura del luogo, il legno e la neve. Le attività legate alla lavorazione del legno e, alla sua trasformazione sono certamente le più antiche, e boscaioli e taglialegna dovettero essere i primi abitanti della zona. Castagneti e querce, allora sicuramente più estesi di adesso,davano da lavorare a “tagghiaturi”, “facciaturi”, “sirraturi”, “palaccunari”, “carbunari”, i quali decidevano di stabilire la loro residenza a Fornazzo. Ma fu la conservazione e il commercio della neve che furono per un lungo periodo le attività più redditizie e che impigavano più manodopera. Tutte queste attività si coagularono nei primissimi anni del '900 attorno alla figura di Don Puddu da Nivi, uomo laborioso e intraprendente che riuscì a dare a Fornazzo la dimensione economica e sociale di un centro commerciale.Qualche tempo fa abbiamo avuto il piacere e la fortuna di incontrare la figlia di Don Puddu, al secolo Giuseppe Leotta, Carmelina, nata a Giarre nel 1894 e vissuta a Fornazzo dal 1904 al 1923, anno della morte del padre.
La signora Carmlelina ha trascorso a Fornazzo tutta la sua giovinezza, dall'età di 10 all'età di 29 anni ed ebbe, quindi, modo di assistere allo sviluppo del paese; di quegli anni ricorda quasi tutto, fatti e personaggi, con una lucidità impressionante. A lei, che collaborò alle attività del padre, abbiamo chiesto di raccontarci la nascita della funivia un'opera che per la sua dimensione fu negli anni '20 oggetto di meraviglia per tutta la fascia ionico-etnea.
Quando Don Puddu, nei primissimi anni del '900, arriva a Fornazzo, individua subito nel commercio della neve una possibile fonte di guadagno e nel giro di pochi anni fa di questa attività un fiorente commercio. A questa attività lega presto quella connessa al legno ed impianta a Fornazzo, oltre ad una “nivera” profonda circa 20 metri, anche una segheria. E' dallo sviluppo di queste due attività che viene fuori l'idea della costruzione di una funivia per il trasporto dei prodotti della montagna. Nel 1921 Don Puddu, che negli anni precedenti aveva accumulato una discreta fortuna, costituisce una società col figlio Salvatore e i generi Salvatore D'Ambra e Luigi Grasso per la costruzione della funivia. La funivia, della lunghezza di Km quattro, entrò in funzione nel 1922 e collegava Fornazzo alla Cerrita. Il costo dell'opera fu di 400.000 lire, una somma certamente considerevole a quei tempi. Nel 1923 Don Puddu muore ed il figlio Salvatore ritienne opportuno allungare la funivia di altri 3 Km per portarla fino all'attuale Rifugio Citelli. Questa decisione, che comportava un impiego di capitali non indifferente, testimonia del fatto che la funivia si era subito dimostrata un buon affare.
Del progetto fu incaricato l'ingegnere Francesco Fusco ed il nuovo tratto cominciò a funzionare ben presto. L'opera, ricorda la signora Carmelina, dando un'occhiata alle sue carte, venne tenuta a battesimo da S.E. Ferdinando Perez, Ministro plenipotenziario dell'Argentina, profondo conoscitore e studioso di problemi economici.
La funivia non ebbe, però, molta fortuna; la colata lavica del 1928 che distrusse Mascali coprì in parte la struttura che venne abbandonata.
Malgrado la sfortunata sorte della funivia, gli anni '20 furono per Fornazzo anni di grande espansione tanto che si può ben dire che il piccolo centro nacque quasi interamente in quegli anni attorno alle attività che aveva creato Don Puddu.
In quegli anni molte famiglie da Milo, Randazzo, S.Alfio, Darnò (oggi Adrano) ed altri luoghi, stabilirono la loro residenza a Fornazzo attratti dalle possibilità di lavoro. Gli ultimi anni del 1920 furono anche, in qualche modo, caratterizzati da una certa mondanità che il Cav. Salvatore Leotta (figlio di Don Puddu) riuscì a creare attorno alla sua villa di Fornazzo, finita di costruire nel 1924. Diverse le personalità del mondo politico e culturale che in quegli anni frequentarono Fornazzo; tra esse l'indimenticabile Angelo Musco il quale scrisse sul libro delle visite alla villa del Cav. Leotta una delle sue grandiose battute: “Con sicura fede che prestissimo Milo sarà due Mila”.

Seguici su Facebook
Il paese
Manifestazioni
Informazioni turistiche
Fornazzo villaggio ideale d'Italia
  La funivia di Don Puddu da Nivi
Gallerie fotografiche
Arte
NeT
Pro Loco
Gemellaggio
Distretto Taormina-Etna
Etna Marathon